La Mostra

Messina tra Terra e Sogno

(Martedì 15 Dicembre 2015) - Salone degli Specchi - Palazzo dei Leoni - Messina

Omaggio a Christian Hess - (Bolzano 1895 – Schwaz 1944) e la Sicilia

Christian Hess nasce il 24 dicembre 1895 a Bolzano. Fa le prime esperienze artistiche a Brunico e a Innsbruck e dal 1919 al 1924 frequenta l'Akademie der Bildenden Künste di Monaco. Come scrive Vanni Ronsisvalle nella prefazione al saggio sull'Espressionismo siciliano, l'arte di Christian Hess risuona degli echi degli Idilli di Friedrich Nietzsche sbarcato nel 1882 a Messina da un mercantile proveniente da Genova. Forse è anche ispirato da Max Beckmann, vigoroso interprete dell'espressionismo tedesco che immortalò in uno dei suoi capolavori il tragico terremoto del 1908.

Nei fatti, Hess raggiunge per la prima volta la Sicilia nel 1925 per rivedere la sorella Emma che vive a Messina. Lo entusiasmano i colori e il paesaggio mediterraneo che ispireranno le sue opere future. È all'apice del suo sviluppo artistico quando nel 1929 aderisce al Movimento d'avanguardia monacense Juryfreie, libera unione di pittori e scultori "senza giuria", di cui diviene animatore assieme a Joseph Scharl. Alle mostre nel Glaspalast di Monaco, prenderanno parte anche Picasso, Klee, Miro, Baumaister, Severini, Casorati.

Ma il regime bolla di bolscevismo la Juryfreie che viene sciolta d'autorità e i suoi membri messi al bando. Sono gli anni dell'esilio volontario di Hess a Messina (dal 1933 al 1938) dove soggiorna in una casa di contrada Principe. Attraversa un periodo di crisi personale, artistica e spirituale che lo porta sull'orlo del suicidio. Viene confortato dalla sorella e trova il coraggio di ripartire per la Germania.

A maggio del 1938 consegna a Emma le tele realizzate durante l'esilio e lascia Messina dove non tornerà mai più. Muore il 26 novembre 1944 nell'ospedale di Schwaz dopo un bombardamento.

Le opere scelte per questa mostra, in occasione delle celebrazione per i 120 anni della nascita (13 olii e 6 acquarelli), intendono illustrare un decennio, dal 1925 al 1937 di una Messina trasformata dalla sensibilità di un pittore della "Neue Sachlichkeit", condannato dal nazismo all'esilio culturale. Narrazioni di luoghi e icone come il Nettuno o gli scorci di città che traspaiono da balconi, finestre e terrazze.

Una lettura di Messina profonda, quella di Hess. La città rappresentò la sua seconda casa, se non la prima, dove sperimentare contaminazioni potenti capaci di fondere il crudo tratto mitteleuropeo con le declinazioni ricche di quella intensa provocazione data dalla natura, i suoi paesaggi, gli animali come l'Asinello tra i fichi d'India e dall'umanità siciliana di cui Hess era ormai parte.

Opere intime e sperimentali che trattano di paesaggi, nature morte, nuova oggettività e cubismo. Istanti di vita e società, metafore e allegorie sintetizzati nell'Indovino, opera in mostra, in cui si legge l'enigma dell'artista. Le opere in esposizione sono quelle salvate dalla sorella Emma dopo il lascito del 1938; sono state esposte nelle principali capitali europee fin dalla prima esposizione itinerante promossa negli anni '70 dalla Regione Siciliana e dal Goethe Institut con il patrocinio del Parlamento europeo, ma mai a Messina dove sono state realizzate.

Alle opere scelte dalle collezioni private, si aggiunge un'opera dispersa del 1937 "Messina", ritrovata nel 2014 presso la sede della ex Provincia, oggi Città Metropolitana di Messina. Uno speciale ringraziamento va alla Associazione Culturale Italo-Tedesca di Messina e al Goethe Institut per aver voluto promuovere questa mostra che rappresenta un importante riconoscimento per l'opera di un artista che, incantato dalle aspre armonie, dalla luce, dalle atmosfere, dalla personalità della città di Messina, ha saputo trasportare in Germania e in Europa il repertorio culturale dell'isola alimentando il fecondo scambio tra culture.

 

GIUSEPPE MARIA ARDIZZONE
Presidente Associazione Culturale Christian Hess

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